di Pasquale Scalzi

PRATO. La libertà è una forma di disciplina… così recita un verso di Depressione caspica dei C.S.I. Ma l’uomo ha mai esercitato la libertà? Voglio dire facendo esercizi specifici, attività formative e di apprendimento morale attraverso la teoria, lo studio, la pratica, la ginnastica mentale e la disciplina, appunto, come a scuola? Direi di no. E quale occasione migliore per imparare a farlo ora? Cominciare a essere liberi davvero dico, finalmente. Ora che dobbiamo stare chiusi in casa, già, come in prigione. Esatto! Un detenuto-attore della Compagnia della Fortezza di Volterra una volta disse che si sentiva molto più libero da quando era in prigione rispetto a prima, quando stava fuori. Aveva ragione. In prigione il tuo tempo è veramente tuo. Non devi rendere conto a nessuno. Alla fine decidi e sai davvero cosa vuoi fare: leggere, ascoltare e fare musica, fare teatro, dipingere, scolpire, scrivere, osservare, sognare. Evviva la Santa Noia! E maledetta la Routine!La nostra è sempre stata solo un’illusione di libertà: sveglia coatta e innaturale la mattina, pasti insani e velenosi a tutte le ore, polveri sottili, inquinamenti mentali, relazioni social-patiche, lavori forzati in cui vai a lavorare per comprare la macchina per andare a lavorare, spendendo 8 ore del tuo tempo per campare (male) quelle che resta no.