di Olimpia Capitano

LIVORNO. Luce. Due sedie a fiori e la statua di un doberman di spalle. La scena – Bella bestia (prodotto da Officine cultura e con il sostegno di Regione Toscana e Armunia) - e la sua simbologia evocano una tensione interrogativa. Poi entrano due donne (Francesca Sarteanesi e Luisa Bosi), con movimento frenetico, quasi nevrotico e iniziano a parlare, parlare e ancora parlare. È una cascata di frasi, aneddoti, considerazioni quella alla quale si assiste al Nuovo Teatro delle Commedie, a Livorno, nella rassegna Little Bit Festival, dedicata ai nuovi linguaggi contemporanei. Un saltare dall’uno all’altro argomento che ancora preserva quella stessa tensione interrogativa che non si scioglie, ma viaggia insieme ai dialoghi delle due protagoniste, mentre il numero dei doberman in scena cresce quasi senza che tu te ne accorga. Prima giràti di schiena, poi verso di noi, poi accerchiano la scena stessa e poi tornano in schiera, quasi a dividere l’atto dall’osservatore: bestie che guardano, minacciano, proteggono o semplicemente stanno.