FIRENZE. La tentazione sarebbe quella che ci indurrebbe a dissentire, tecnicamente, sulla relazione triangolare, ma che triangolare, multifacciale, multimediale, tra Leonardo Da Vinci (tuttologo di cui abbiamo timore a solo pronunciarne il nome), Leonardo Fibonacci (matematico pisano che ci ha regalato i numeri arabi), Leonardo Diana (coreografo, danzattore, persona particolarmente squisita), Nicola Buttari (scenografo), Luna Cenere e Isabella Giustina (danzattrici) e il Teatro Cantiere Florida, di Firenze, ad aver avuto il privilegio e l’onore di aver ospitato questo magnifico trip. Per onestà intellettuale, prima che deontologica, ci preme raccontarvi che non siamo riusciti, per ignoranza globale, a cogliere il nesso alfanumerico/danzante/musicale/visivo che ha sicuramente mosso ogni cosa attorno a In sezione aurea; con la stessa identica franchezza, però, scriviamo che le emozioni olfattive, prima di ogni altro senso, che abbiamo avuto il privilegio di assaporare e che ci accompagnano e guidano, sistematicamente, ogni volta che la fortuna ci pone di fronte a tanta meraviglia, abbiano superato di gran lunga la nostra limitata e terribilmente empirica capacità recettiva e che alla fine della rappresentazione abbiamo umanamente ringraziato coloro i quali abbiano avuto la capacità di organizzarla.