
PRATO. Diffidate, a teatro, dello spettacolo che sta per iniziare quando dalla platea, alla prima innocentissima battuta, sentite sgorgare qualche risata fuori da ogni ragionevole presunta ilarità. L’ultimo esempio, ultimo solo in ordine di tempo, è arrivato ieri, al Metastasio di Prato (si replica fino a domenica 19 gennaio), dove Massimo Grigò, Alessia Innocenti, Annibale Pavone, Tommaso Massimo Rotella e Tommaso Taddei hanno riprodotto Chi ruba un piede è fortunato in amore, per la regia di due sacchi di sabbia, Giulia Gallo e Giovanni Guerrieri, commedia cara all’avanspettacolo di Dario Fo - quando aveva il viso sottile e i capelli neri; quando aveva i capelli -, prima che il giullare si offrisse, anima e corpo, all’impegno militante. Al di là di considerazioni profondamente personali e spirituali sullo stato di forma di alcuni dei protagonisti, che ci teniamo dentro perché mal supportate da un’oggettiva e collettiva e dunque corretta considerazione attoriale, resta insindacabile il fatto che di certe pantomime teatrali non se ne senta affatto la nostalgia, nonostante qualcuno, in platea, abbia salutato lo spettacolo con una risata come se siul palco ci fossero le comiche con Stanlio e Ollio.