FIRENZE. Entrando nella sala del Teatro Niccolini, a Firenzel, la scenografia aperta ci proietta immediatamente sul palco per farci sovrastare dall’infinito culturale di un’abitazione apparentemente comune intellettuale in cui tutto è ordinato tranne le due lavagne, lasciate volutamente nebulose, quasi due porte lasciate aperte per l’imminente scontro, competizione (certamen) che di li’ a poco si svilupperà davanti ai nostri occhi soprattutto entrando nella nostra mente come provocazioni attente sul dibattito esistente tra gli estremi della cultura umanistica e scientifica, toccando il potente intreccio che risiede tra tre immagini cariche di emozioni: musica, poesia e scienza. Due librerie, due fratelli, due lavagne, che rappresentano due visioni del mondo contrapposte. Chi vincerà? Le Risposte verranno rivelate in un elegante duello di parole tra Paolo e Francesca, magisralmente interpretati da due fratelli, Maddalena Crippa e Giovanni Crippa, che attraverso formule e poesie scritte proprio su quelle lavagne contrapposte; con la potenza del vero legame fraterno riescono ad unire la scienza alla poesia. Come? Grazie all’intuizione geniale di Marco Malvaldi, eclettico scrittore da cui il regista Piero Maccarinelli prende spunto per far duellare i due Crippa sulle due lavagne della scienza alla destra del palcoscenico e la letteratura a sinistra. Scienza o umanesimo?
di Stefania Sinisi
FIRENZE. Entrando nella sala del Teatro Niccolini, a Firenzel, la scenografia aperta ci proietta immediatamente sul palco per farci sovrastare dall’infinito culturale di un’abitazione apparentemente comune intellettuale in cui tutto è ordinato tranne le due lavagne, lasciate volutamente nebulose, quasi due porte lasciate aperte per l’imminente scontro, competizione (certamen) che di li’ a poco si svilupperà davanti ai nostri occhi soprattutto entrando nella nostra mente come provocazioni attente sul dibattito esistente tra gli estremi della cultura umanistica e scientifica, toccando il potente intreccio che risiede tra tre immagini cariche di emozioni: musica, poesia e scienza. Due librerie, due fratelli, due lavagne, che rappresentano due visioni del mondo contrapposte. Chi vincerà? Le Risposte verranno rivelate in un elegante duello di parole tra Paolo e Francesca, magisralmente interpretati da due fratelli, Maddalena Crippa e Giovanni Crippa, che attraverso formule e poesie scritte proprio su quelle lavagne contrapposte; con la potenza del vero legame fraterno riescono ad unire la scienza alla poesia. Come? Grazie all’intuizione geniale di Marco Malvaldi, eclettico scrittore da cui il regista Piero Maccarinelli prende spunto per far duellare i due Crippa sulle due lavagne della scienza alla destra del palcoscenico e la letteratura a sinistra.
FIRENZE. Entrando nella sala del Teatro Niccolini, a Firenzel, la scenografia aperta ci proietta immediatamente sul palco per farci sovrastare dall’infinito culturale di un’abitazione apparentemente comune intellettuale in cui tutto è ordinato tranne le due lavagne, lasciate volutamente nebulose, quasi due porte lasciate aperte per l’imminente scontro, competizione (certamen) che di li’ a poco si svilupperà davanti ai nostri occhi soprattutto entrando nella nostra mente come provocazioni attente sul dibattito esistente tra gli estremi della cultura umanistica e scientifica, toccando il potente intreccio che risiede tra tre immagini cariche di emozioni: musica, poesia e scienza. Due librerie, due fratelli, due lavagne, che rappresentano due visioni del mondo contrapposte. Chi vincerà? Le Risposte verranno rivelate in un elegante duello di parole tra Paolo e Francesca, magisralmente interpretati da due fratelli, Maddalena Crippa e Giovanni Crippa, che attraverso formule e poesie scritte proprio su quelle lavagne contrapposte; con la potenza del vero legame fraterno riescono ad unire la scienza alla poesia. Come? Grazie all’intuizione geniale di Marco Malvaldi, eclettico scrittore da cui il regista Piero Maccarinelli prende spunto per far duellare i due Crippa sulle due lavagne della scienza alla destra del palcoscenico e la letteratura a sinistra.