FIRENZE. Senza leggere il foglio di sala; senza conoscere i rispettivi background di ognuno dei protagonisti in scena. E senza sapere da dove venga Serena Malacco, giunco elegante e delicatissimo, che si è transalpinizzata in tutto e per tutto e che ha scritto e portato in scena, al Cantiere Florida di Firenze, All around me, triplice partitura danzante che, ignavi di cosa volesse esprimere, si riassume in un Eden biblicamente scorretto, ma storicamente inappuntabile, dove le donne (Ana Luisa Novais e Alice Raffaelli) giocano e si desiderano e dove, un attimo dopo, stessa sorte ludica ed erotica, tocca anche agli uomini (Stefano Beltrame e Luis-Clément Da Costa). I contatti e gli appostamenti sono tanto carnali quanto ludici, peccaminosi e adolescenziali, infantili, che risentono e denunciano l’insopprimibile desiderio chimico/umano che avviluppa le sorti di ogni singolo essere vivente, appartenente a qualsiasi specie. Sulle note dei Pink Floyd, su quelle dei Television, interpretate dalle chitarre di Roberto Dellera e Milo Scaglioni, che appartengono al quadro bucolico paradisiaco contemporaneo che si offre agli spettatori, vestiti tra folk e punk, su uno sfondo floreale che ricorda i meandri uditivi e auricolari, ma anche quelli vaginali, da dove nasce il mondo e tutte le sue sfumature pulsanti, che muovono le cose.