
PRATO. Che ci serva da lezione, almeno professionalmente: contare fino a dieci, prima di scrivere. È vero, ci sono troppi consigli per gli acquisti, ne La valle dell’Eden, troppa pubblicità del marchio Latella, soprattutto nella prima parte, quella che abbiamo recensito sospesi; però va visto, consigliando a chi si sottoporrà alla maratona del Metastasio, domani, domenica 24 novembre (circa sei ore, distribuite tra il pomeriggio e la sera) di stringere i denti nel primo tempo, perché nel secondo, sarà ampliamente consolato, da una pagina teatrale che rimarrà impressa nel firmamento. Superlativo, senza se e senza ma, con un monumentale, fantascientifico (e con gli aggettivi roboanti si potrebbe proseguire per ore, senza stancarsi e senza eccedere) Michele Di Mauro, un Tom Waits imbolsito dall’alcool e tutti gli altri in fila a non scendere mai di un solo gradino dall’Olimpo. Ci avevano leggermente insolentito, nel primo atto, alcune alchimie escogitate da Antonio Latella, che avevano inutilmente appesantito e dilungato una premessa che pareva meno indispensabile, ricca di irritanti distrazioni scenografiche, che ci stavano pericolosamente suggerendo di celebrare un’altra estrema unzione di uno dei pochi intellettuali del palcoscenico rimasti in vita e lucidi.