PISTOIA. Ha scritto molto, Jorn Riel, prossimo ai novant’anni, di ritorno dal suo ventennale giovanile esilio forzoso greonlandese. Storie e aneddoti di resistenze borderline, lontano da tutto e da tutti, solo con quella sparuta, anarchica e indisciplinata popolazione indigena, antesignana del concetto che presto, volente o nolente, dovremo per forza abbracciare, pena la nostra sopravvivenza: rinunciare a molte comodità. Gli Omini, con o senza Francesca Sarteanesi (che si è congedata dal gruppo con una toccante newsletter), anche prima di conoscere gli scritti del profeta danese, hanno da sempre fondato il loro teatro attorno alle storie degli ultimi, degli incompresi, dei derelitti, tra il serio e il faceto, tra il comico e il tragico. Stavolta, però, per questo primo di tre step di Circolo Popolare artico, vertigine polare, Prove di resistenza, (coprodotto dall’Associazione teatrale pistoiese) al Funaro di Pistoia in replica stasera e domani, 20 ottobre (ore 21), non ci hanno convinto: non siamo mai entrati in sintonia, non abbiamo avvertito, come è sempre successo nei loro precedenti spettacoli, il disagio e l’approssimazione di esistenze precarie, nonostante quelle della gente dei Fiordi lo siano per antonomasia.