PISTOIA. Certo, con un palcoscenico più grande, le confessioni, le pomiciate con la fidanzata occasionale, le trasformazioni in divinità nordica, avrebbero probabilmente avuto una resa migliore. Ma Walter Leonardi è difficilmente impressionabile; la sua comicità si adatta ai boschi e alle riviere e anche nella claustrofobica Segheria, a Pistoia, è riuscito a dispensare copiosamente la sua allegria paradossale. Il pubblico, quello degli aficionados alla scommessa degli Omini, i padroni di casa del covo teatrale di Sant’Agostino, era decisamente ben disposto, comunque: i fratelli Giulia e Luca Zacchini, Francesco Rotelli, Eleonora Spezi, Veronica Caggia (fotografa di circostanza, ma con tutti gli attributi) e altri personaggi velatamente  promiscui che bazzicano con continuità l’ambiente, si erano preventivamente preoccupati di mescere, agli spettatori, prima dell’esilarante monologo, qualche pozione magica di un modesto alcol venezuelano; le carote – appassite -, in compenso, almeno al nostro arrivo, non c’erano.