
CASALGUIDI (PT). I sensi precedono la percezione, sempre, non solo per gli stolti, o più bonariamente, per gli istintivi, ma anche per i soggetti più profondi. Guardare Laura Morante (sessantatré anni) e restare abbagliati dalla sua semplice, naturale, sconvolgente bellezza è un tutt’uno, senza soluzione di continuità. Anche se lei, della sua biochimica eleganza, della quale sarà certamente grata e soprattutto riconoscente, non sembra farne uso smodato. Anzi. Anche ieri sera, infatti, sul palco del Teatro Francini, di Casalguidi, terra che congiunge la piana pistoiese con il Montalbano, che l’ha ospitata con la sua nuova Brividi immorali, esordio letterario trasformato in reading alla bisogna, per chiudere, come meglio non avrebbe potuto, la stagione, la musa ispiratrice delle donne misteriose di Nanni Moretti era come al solito vestita affinché nessuno si accorgesse di lei, con un pallone prossemico invalicabile. Pantaloni di flanella, maglia di lanetta e giaccone, tutti abbondanti, senza scandire le forme, di lana, neri, come le scarpe (calzatura da mademoiselle del ‘700), con un leggio, i fogli sui quali c’erano i racconti estratti dall’omonimo volume (edito da La nave di Teseo)