di Alessandra Pagliai

 

FIRENZE. Col Ku Klux Klan, l'organizzazione segreta nata negli Stati Uniti e tutt'ora in attività (sic!), i nostri eroi hanno solo l'assonanza, e che consonanza. Gli ideali discriminatori qui non c'entrano? l’omofobia, l’anticomunismo, il segregazionismo, il razzismo? forse si. Nella cerimonia di iniziazione il KKK declama che L’uguaglianza sociale dovrà essere bandita per sempre. Nella storia disperata di Gabriele Di Luca infatti l'omogeneità sociale è inesistente. La piccola comunità di senzatetto di cui si narra vive recintata e ben lontana dai ricchi. La sopravvivenza è il loro affare. E anche fra loro vige la distanza per quanto allo stretto, ma non l'indifferenza. La vita, nella versione tragicomica della Carrozzeria Orfeo, è raccontata al presente, il nostro, nessuno escluso. Siamo gli spettatori di una pièce che va in scena ogni giorno sotto gli occhi di tutti, nostro malgrado, basta avere gli occhi. Come scriveva José Saramago, Se puoi vedere, guarda. Se puoi guardare, osserva.