PISTOIA. Non sappiamo se conosca più e meglio il Teatro o gli Spettatori, Roberto Valerio; un dubbio ininfluente, però, perché il risultato, puntualmente, è sempre lo stesso: applausi a scena aperta e orgogliosi inchini soddisfatti al termine. È successo anche ieri sera, con il Tartufo, al Manzoni (domenica 10 marzo, alle 16, terza e ultima replica), che l’ha prodotto, per questa nuova antica versione della commedia di Molière, della quale il funambolico romano (slang con cui l’abbiamo benevolmente appellato) firma la regia e indossa i panni di Orgone, marito tanto rigido quanto sprovveduto che non riesce a capire l’inganno che il finto amico Tartufo gli sta ordendo. Il Teatro lo conosce alla perfezione e non a caso, la sua squadra, che come una duttilissima fisarmonica si allarga e si stringe a seconda delle circostanze, vanta delle presenze che sono insostituibili: come la candida Valentina Sperlì (Elmira, la moglie di Orgone), ad esempio, o lo speaker Massimo Grigò (Cleante, il fratello di Elmira e Lorenzo, il servo di Tartufo), tutti con lui nelle precedenti fortunatissime e applauditissime esperienze, dal Vantone a Casa di bambola, passando per L’impresario delle Smirne.