FIRENZE. Come potrebbe immunizzarsi, Alan Ford, dalla corruzione, dalla cupidigia, da qualsiasi forma di immoralità, dai deliri di onnipotenza, dall’arsura di denaro, potere, successo, fama, sesso incestuoso, dal brutto che tende a impossessarsi delle sue volontà? Dovrebbe decidersi di diventare come Vindice e spendere l’esistenza intera a ordire vendetta trasformandosi in uno spietato e sadico serial killer, o potrebbe optare per una rieducazione dei sensi alla bellezza, per esempio andando a teatro. Se il bello del gruppo TNT dovesse accettare il consiglio e coinvolgervi, a proposito di rieducazione all’armonia con una massiccia dose di provocazione, non perdetevi, lui e loro (stasera e domani pomeriggio, 16 dicembre, alla Pergola, a Firenze), La tragedia del vendicatore, di Thomas Middleton, nella versione di Stefano Massini, con la regia e la drammaturgia di Declan Donnellan. Che è una cascata trash e pulp delle migliori memorie e occasioni cinematografiche, dove non si risparmia un atomo di spregiudicatezza, sadismo, cinismo, sangue, infamia, violenza esasperata, trivialità allo stato puro;