FIRENZE. Grisélidis Réal somiglia vagamente a Bocca di Rosa; un po’ meno a Efe Bal, pochissimo, anzi, affatto, ad una qualsiasi escort, ma la sua storia, scritta e trascritta e portata a teatro da Coraly Zahonero, per la regia di Juan Diego Puerta Lopez, è una di quelle nella quale qualsiasi prostituta – chiamarla mignotta renderebbe forse più l’idea, ma ci imbatteremmo nelle censure deontologiche - di entrambi gli emisferi ci si può riconoscere. Casomai sorvolando su qualche dettaglio e lasciando allo spettatore un briciolo di scontata immaginazione che nel bel mezzo di una rappresentazione, anzi, soprattutto, non guasta davvero.