LASTRA A SIGNA (FI). La situazione, nel frattempo, non è migliorata. Anzi. La società continua a sfornare serie illimitate di Luciana Colacci, che (s)fortunatamente non tutte reagiscono come il personaggio cardine di Gli ultimi saranno ultimi, rappresentazione teatrale sfornata dodici anni fa dall’idea di Massimiliano Bruno, catapultata al cinema nel 2015 e tornata in scena, ieri sera, al Teatro delle Arti di Lastra a Signa, a Firenze, con la regia di Marco Contè e il solito camaleontismo di Gaia Nanni, una e tutte. In un paesino qualsiasi di un’Italia martoriata da se stessa, si ritrovano, in un contesto drammatico, dolcissimo e fantozziano, una donna delle pulizie, un’amministratrice delegata e un’operaia della GreenLife, azienda internazionale leader in sfruttamenti, un poliziotto friulano mandato a fare gavetta altrove e una trans colombiana.