
PISTOIA. Ai molti spettatori che, durante l’intervallo, fingendo di essere diventati tabagisti, hanno preferito abbandonare il Teatro Manzoni per andare ad appisolarsi altrove, possiamo solo dire che la seconda parte di Richard II ha offerto due o tre spunti simpatici, quasi comici, che ne hanno leggermente risollevato le sorti, senza comunque avere il potere di riportare la tragedia shakespeariana, oggettivamente poco brillante, rispetto al sontuoso repertorio, seppur attualissima, su accettabili livelli di gradevolezza. In troppi angoli, anche se correttamente minimalista, ma luminosa e compiuta, la rappresentazione è parsa un inutile esercizio di stile di una tragica tragedia che non ha fatto altro che appesantire un copione già poco malleabile. A questo, poi, occorre aggiungere la scelta, culturalmente spiazzante, ma indovinata, di affidare il ruolo del Re, indebitamente spodestato, a Maddalena Crippa.