di Luigi Scardigli

PESCIA (PT). Canta, con dovizia di intonazione; recita, con estrema disinvoltura; balla, con tempo e utilizzando il rotear delle mani, e senza suscitare sangue; esercita un’attraente mimica facciale, per non parlare delle voci gergali (straordinaria quando indossa i panni tremuli e caduchi della nonna di Cappuccetto rosso, una vecchia fiorentina con un trascorso di tossicodipendenze) e ha, soprattutto, un senso, smisurato, dell’humor. Erano, questi, una volta, i requisiti che animavano le migliori soubrette: ci vengono in mente Mina e Loretta Goggi, tanto per citare due vallette straordinarie. Manuela Bollani, showgirl di razza, antica, genuina, ce l’ha tutte e ieri sera, al Teatro Pacini di Pescia, con il suo C’era una svolta, le ha snocciolate una a una, mettendo in scena un musical atipico, tra lo (s)concerto e lo (s)cabaret.