di Luigi Scardigli

PRATO. Sadico e claustrofobico. Come le nostre esistenze, del resto, soprattutto quando proviamo, anche solo per gioco, anzi, peggio, a interrogarci sul tempo che abbiamo trascorso insieme alla nostra metà, spesso individuata per convenienza, e decidiamo di vuotare tutti i sacchi, casomai approfittando della visita, notturna, indelicata, ma non inaspettata, di una giovane coppia conosciuta la sera stessa. Sul tavolo del salotto di Martha e George (Milvia Marigliano e Arturo Cirillo, che firma anche la regia) ci sono un’infinità di bottiglie e calici, che si riempiono e si svuotano a velocità supersonica; alle due di notte, arrivano i giovani sposini, Nick e Honey (Davide Enea Casarin e Valentina Picello), che nonostante sembrino essere ancora nella fase onirica e illusoria, si adegueranno presto, calandosi perfettamente nel ruolo della vittima/carnefice, al silente gioco del vicendevole massacro prestabilito.