di Alagia Scardigli

PISTOIA. William Blake in vita pensò a scrivere e a disegnare per rappresentare le sue visioni. Probabilmente, se ci fossero stati mezzi adatti già a quei tempi, avrebbe anche registrato qualcosa di musicale o di visivo per i posteri. Ma, almeno questo, lo ha lasciato fare a noi. E, dunque, il nostro modo per omaggiarlo non può essere se non qualcosa che già è insito nelle sue poesie: musica, suoni, rumori, immagini. Nello spettacolo Blake EternalLife Show, prodotto dal Teatro del Carretto e scritto dalla coppia Pappacena/Vezzani, in scena ieri, 21 aprile, in prima nazionale al Funaro di Pistoia, vediamo all’opera quel che Blake ci ha lasciato per iscritto. L’obiettivo era dare voce a ciò che non poteva, all’epoca, essere tramandato in questo modo. E, così, due voci femminili (Elena Nenè Barini e Elsa Bossi) e due maschili (Giacomo Vezzani e Fabio Pappacena) cantano i versi del poeta visionario.