di Luigi Scardigli

SESTO FIORENTINO (FI). Non è frutto di pozioni magiche la forza recitativa di Valentina Banci. Certo, immedesimarsi in Medea, anche su un seggiolone issato sul fianco di un’imbarcazione, avrà avuto sicuramente il suo riflesso, ma si arriva a rasentare la totale compenetrazione nel personaggio che si è deciso di interpretare solo e soltanto se si sono trascorse stagioni intere a lavorare e sudare, duro e tanto. Altrimenti, la vendetta figlia di un tradimento da censo, non potrebbe animarsi con tanta virilità e giungere alla sua totale aberrazione, quando, dopo aver ucciso la donna che le ha strappato il marito e il futuro suocero del consorte, Medea decide di sacrificare anche i suoi due figli (la mitologia parla di tre, ma chissenefrega), affinché Giasone non abbia eredi.