di Luigi Scardigli

PISTOIA. Deambula con qualche difficoltà di troppo, visto che è solo un cinquantenne, lungo il pavimento della camera da letto, Yona Popoch (Carlo Cecchi): i trent’anni di matrimonio che ha diviso e condiviso con la sua Leviva (Fulvia Carotenuto) lo hanno del tutto svuotato, disilluso, ferito a morte. Il culo della sua consorte non è più turgido come quando si sono conosciuti e anche tutto il resto è andato via via perdendo gusto, spessore, anima. Ma il pessimismo di Hanoch Levin è ancor più cosmico di quello di Leopardi, visto e considerato che per il drammaturgo israeliano non c’è Ginestra che possa riscattare il mondo.