di Luigi Scardigli

FIRENZE. Il marchio di fabbrica è autentico, anche se in alcuni momenti non originalissimo. Ma che Ubu roi sia l’ennesima scommessa di Roberto Latini e del suo Fortebraccio Teatro, si capisce dalle prime immagini, quelle mandate in onda ieri, al teatro di Rifredi (si replica tutte le sere fino a sabato prossimo, 19 novembre: utile vederlo), dove il regista/performer/attore ha dato vita al riadattamento della vecchia favola di Alfred Jarry, un’allucinazione shakespeariana che rimbalza tra Pirandello e Beckett e nella quale, oltre a un sacco di cose del proprio forbito background, ha voluto mettercene delle nuove. Che sono poi vecchie, ma che rinascono puntualmente sotto altre spoglie, riconoscendosi tra loro e offrendo le generalità al pubblico solo durante il tragitto scenico.