
FIRENZE. Ecco perché costa così poco, quel bellissimo appartamento, di otto stanze, nel centro di Firenze! Prima che la Merlin e l’ipocrisia, tipicamente cattolica, chiudessero le case di tolleranza, in via dell’Amorino c’era una casa di appuntamento e ora, vallo a spiegare ai vicini di casa, agli amici al bar, ai colleghi, che dopo la morte della maitresse, sora Cesira, in quella casa non ci sono più le prostitute, ma la famiglia Ciuti, una famiglia di tutto rispetto, con padre, madre, due figli, nonno paterno e sposo promesso della ragazza. Casa nova vita nova, in scena ieri al teatro di Rifredi, a Firenze (si replica stasera e domani, 5 e 6 novembre, e poi ancora il prossimo fine settimana), scritto - proprio durante l’aberrante iter legislativo di quell’infausto provvedimento - da Vinicio Gioli e Mario De Mayo e adattato per questa rivisitazione da Angelo Savelli, racconta ancora una volta i giorni di quella legge, salutata con hurrà e brindisi il giorno e maledetta, puntualmente, la notte.