di Luigi Scardigli

FIRENZE. Dopo la parentesi corale delle Sorelle Macaluso (una delle rappresentazioni teatrali più belle alla quale abbiamo avuto l’onore di assistere), Emma Dante torna al monologo. Non si discosta dalla miseria, anzi: ci immerge dentro dita e vita, proponendo addirittura una trilogia, quella degli occhiali. I personaggi che animano i tre spettacoli, raccolti in un volume edito dalla Rizzoli e distribuito nella hall del teatro di Rifredi, a Firenze, sono infatti accomunati dalle lenti: senza, la vista, risulterebbe parziale, sfocata, inattendibile. Con gli occhiali, comunque, le cose cambiano poco, perché tanto in Acquasanta (in scena da giovedì 10 fino a domani, domenica 13 marzo, a Rifredi), come nel castello della Zisa e Ballarini, i protagonisti convivono con la miseria, con la vecchiaia e con la malattia, tre condizioni sociali e umane che trasformano i protagonisti, ampliamente rappresentati in tutto il mondo, in negletti, rifiuti, ultimi.