di Luigi Scardigli
FIRENZE. L’epilogo, tutt’altro che scontato, impreziosito da una scenografia cinematografica decisamente accattivante firmata da Giuseppe Ragazzini, risolleva miracolosamente l’asticella dei gradimenti della Bastarda di Instanbul, la rappresentazione teatrale in scena fino al prossimo 28 febbraio alla sala di Rifredi, a Firenze. L’opera, fedelmente tratta dall’omonimo romanzo di Elif Shafak e tradotta da Angelo Savelli, ruota attorno alla novelliera turca più famosa, Serra Yilmaz, alla bravura isterica di Valentina Chico e al camaleontismo, parecchio ginnico, di Riccardo Naldini, tre mattatori visti all’opera recentemente al TeatroDante di Campi Bisenzio intitolato a Carlo Monni sempre in un lavoro di Savelli, L’ultimo harem.