
PISTOIA. Il quartetto partenopeo che l’accompagna sistematicamente, al Teatro Manzoni di Pistoia, l’altra sera, per il concerto natalizio organizzato dalla Fondazione della Caripit e destinato ai fedelissimi invitati (molti, visto il pienone), non c’era: Vincenzo Di Donna, Gerardo Morrone, Luigi De Maio e Antonio Di Franca (violini e violoncelli) sono restati altrove. Con Noa e le sue percussioni, sul palco, c’era soltanto il suo mentore concittadino, Gil Dor, diciassette anni più grande, che ne ha scoperto le invidiabili doti canore e che ormai è un punto fisso e inseparabile della produzione della cantante e un invitato speciale, Massimo Marcelli, che con i suoi flauti ha partecipato a qualche motivo del programma dell’artista israeliana e che sarà gradito special guest del prossimo album in uscita, presunta, nella prossima primavera. Un’incisione, quella di Noa, che è una sorta di omaggio a Johann Sebastian Bach scandita da una lunga conversazione con l’incommensurabile fuoriclasse tedesco di cui, Achinoam Nini (queste le sue generalità), ne ha offerti parecchi momenti, ricchi di parole di speranza.