di Luigi Scardigli

PISTOIA. Anche trentasette anni fa, la prima volta del Festival Blues a Pistoia (allora si chiamava Blues’In), si chiuse il 15 luglio, proprio come questa 38esima edizione. La differenza cronologica (quelle artistiche sono impronunciabili; dunque, non le scriviamo) risiede nel fatto che allora, il 15 luglio, cadde di domenica; ieri invece, l’arrivederci alla prossima, è stato un sabato, il sabato del villaggio, il Villaggio del Blues, un Villaggio meraviglioso, nel quale noi abitiamo da sempre e dal quale non abbiamo alcuna intenzione, men che mai voglia, di traslocare. Senza questo Festival, però, questa città varrebbe meno, molto meno, e non ha tanto da regalare, nonostante l’insolita e impalpabile nomina a Capitale della Cultura di questo 2017. Allora difendiamola, questa manifestazione, con i denti, perché è veramente un anello che ci tiene legati, saldamente, all’Universo musicale, che ci (ri)congiunge con il Mondo, quello vero, senza confini, senza barriere, senza pregiudizi, quello del Blues.