di Luigi Scardigli

PISTOIA. Lo sa perfettamente, Alex Britti, cosa riservi, spesso, la vita, a quella moltitudine indefinita di suoi concittadini metropolitani, anche non necessariamente di Monteverde, il quartiere dove è nato. Infatti la racconta, anzi, continua a raccontarla, miscelando, con sapiente piacioneria, la dotta preparazione musicale, fortemente blues, ad un’antologia di testi che non richiedono, per l’ascolto e la memorizzazione della stragrande maggioranza di questi, concentrazioni particolari. Ieri sera, il cantautore romano, ha riempito la piazza (concerto gratis, cosa non da poco), prendendo per mano, uno per uno, i circa 4.000 spettatori e lanciandoli nell’orbita tridimensionale della sua ultima registrazione, In nome dell’amore, volume II e della scenografia sul palco, sul quale ha campeggiato un mega schermo illuminatissimo dove sono scorse le immagini suggestive di angoli di Roma catapultate in indefinite metropoli notturne. Non era la prima volta, ieri sera, all’interno della 38esima edizione del Pistoia Festival Blues, che Alex Britti si esibiva nella Capitale del Cultura 2017. Lo aveva già fatto nell’edizione del 1989, poco più che ventenne, facendo da apripista a Van Morrison e suonando, benissimo, il blues degli altri, in quegli anni che chi suonava il Blues, faceva la fila per poter salire sul palco di piazza del Duomo.