di Virginia Longo

LECCE. “Non sono qui per promuovere un disco o per pubblicizzare chissà cosa. Le radio poi non passano le mie canzoni e quindi non mi posso definire una cantante radiofonica. Di conseguenza voi siete proprio antimoda e io vi sono grata per essere ancora qui, a darmi ancora energia. Rischiavamo il colpo di sonno con un progetto simile e invece ci abbiamo creduto tutti”. Si rivolge così Carmen Consoli al pubblico leccese del teatro Politeama Greco, pubblico che in una mite e ventosa sera di fine marzo ha riempito i palchi e la platea del settecentesco teatro. Eco di sirene è stato battezzato il progetto che ha portato la Consoli da fine febbraio in tutti i teatri italiani, ed è qualcosa di magico, mitologico, che studia e analizza tante personalità femminili. La voce di Carmen è ancora potente, come potenti sono le sue liriche, i suoi versi. Dimostra ancora una volta di essere la Cantantessa e nessun artista sanremese, della scuderia di Xfactor o Amici si è avvicinato al fascino del suo modo di cantare, alla profondità dei suoi testi che parlano al cuore.