di Luigi Scardigli

POGGIBONSI (SI). Nell’immaginario collettivo, e dunque parecchio banale, il violino è uno strumento bianco, concertistico, cameristico. Vederlo di colore e sentirlo vibrare come se si trattasse d’altro, a parte due illustri precedenti, come Stefano Grappelli e Jean Luc Ponty, bianchi, vero, ma oceanici, lascia interdetti. Solo il tempo di sentirla all’opera, Regina Carter, perché il fascino, la poesia, la grazia, la profondità, la leggerezza, la melodia si impossessano immediatamente dell’ascolto e il resto diventa cosa antica, o ancora da fare. La reception del Teatro/Cinema Politeama di Poggibonsi, primo Comune del senese lungo la bisettrice che si immerge nella campagna appaltata dagli inglesi da Firenze, è variamente assortita. Molti, però, hanno i bicchieri di cartone pieni di pop corn. Strano, per un concerto.