
PISTOIA. Ha imparato a viaggiare, Michele Beneforti. Per lui non esistono posti che si conoscono rispetto ad altri sconosciuti: viaggiare vuol dire ascoltare, e Michele, ogni volta che si muove, anche lungo la linea, a lui familiare, da un paio di anni, Pistoia-Boston, sente sempre cose nuove. Che appena può, e ovunque si trovi, cerca di riassumere e riprodurre con la sua sei corde. Ieri sera, sul palco del Santomato Live, a Pistoia, cresciuto sotto l’ala del maestro Nick Becattini, il predestinato enfant prodige, in Italia per una brevissima vacanza dalla scuola statunitense, ha provato a spiegare cosa gli sia successo, in questo ultimo periodo. Lo ha fatto introducendo ogni canzone della scaletta: dalla rivisitazione di alcuni successi di colleghi affermati, a quelle autografe, che sono il risultato, ideale, dei viaggi, dei suoi viaggi; ascolto, meditazione e (ri)nascita.