di Luigi Scardigli

PRATO. Siate ospitali, con lui, come lo siete da sempre; siamo sicuri, gli basterà un mese di full immersion nei bassi napoletani. Poi, una volta alfabetizzato al vostro slang, perché si possa sdebitare, organizzategli una serata musicale e capirete perché ne valeva la pena concedergli vitto e alloggio, anche gratis. Giacomo Ballerini è un bravo ragazzo, che porta con invidia i suoi 32 anni; ne dimostra meno, parecchi meno. Ha l’aria di essere ‘nu buone guaglione, umile, disposto ad ascoltare e imparare, però, se volete che tiri fuori il meglio di sé, dategli una chitarra e tacete: c’è del bello, in quelle dita che scorrono veloci sui capotasti; c’è del geniale in quella rieducazione del suono e c’è dell’avventata genuinità in quella capacità di rileggere anche un mostro sacro come Pino Daniele.