di Luigi Scardigli

PRATO. Una serata nel tempo, ma senza tempo; un sottofondo orchestrale, senza batteria, basso, tastiere o organi. Sul palco della Corte delle Sculture della Biblioteca Lazzerini, a Prato, in un giardino in pietra isolato dal resto della città, ma non sottratto all’effetto acustico canyon, la Gianni Zei Wedding band, con l’omonimo maestro fiorentino alla chitarra, Roberto Beneventi alla fisarmonica e Ruben Chaviano al violino, si è presa il lusso di richiamare a raccolta uno stuolo di vecchi amici e, riempito l’anfiteatro, ha deliziato gli ospiti con una serata sontuosa, fatta di un ripetrsi, piacevolissimo, di terzine. Il viaggio è partito da lontano, molto lontano, nel tempo, nello spazio e soprattutto nella cultura sgtrumentale: da Astor Piazzolla, per l’esattezza, per terminare la propria parabola con un doppio Check Corea e Stanley Clarck, più un omaggio, per l’inevitabile e gradito bis, tutto popsudamericano.