di Alagia Scardigli
FIRENZE. Non chiamatelo trip hop, neanche loro vogliono questa definizione. Dopo stasera, dopo il concerto che i Massive Attack hanno tenuto il 24 luglio, all'Ippodromo Visarno, a Firenze, lo chiamerei intellectual hop. E’ musica elettronica, ma vi sbagliate se immaginate una discoteca affollata, gente sudata che cerca promiscuità, droga e oblio la mattina seguente. Questa è musica elegante, raffinata, distaccata, da veri dandy di questo nuovo millennio (nonostante certa gente tra il pubblico che sembrava esser finita lì per caso, forse perché sperava in un dj rastafariano). E non pensiate che, essendo musica elettronica, ma non a bomba, allora ci sia l’obbligo di fumarsi una canna e di fare i menefreghisti. Anzi, direi che, ad un concerto così impegnato politicamente è più utile portarsi dietro qualche libro di storia e di filosofia e prendere appunti mentre le immagini scorrono sul maxi-schermo, accompagnate, queste, da una musica che deve farvi riflettere, che deve far scattare in voi quel meccanismo che si era inceppato con la comune e popolare musica elettronica. Quindi: sedetevi e godetevi lo spettacolo, ma non perdete di vista il messaggio.