di Rebecca Scorcelletti

PORRETTA (BO). Soulandia esiste e ha i confini di un emiciclo, quello che ogni anno, a Porretta, si riempie e brulica di seguaci del soul. Il calore lo avvolge senza mai diventare afa, la pioggia lo sfiora senza bagnarlo e, immancabilmente, a ogni luglio - il prossimo saranno 30 -, vi si compie il miracolo della moltiplicazione. A Porretta gli alberi puntano più alti verso il cielo, in quelle sere, nella stessa direzione delle centinaia di dita alzate a sintonizzarsi e lo spazio sembra espandersi a ogni impulso che dalle casse toraciche dell'impianto rotola e vibra nelle nostre. La sensazione è quella di un rito collettivo, e se non fosse per l'abbraccio familiare e universale del piccolo anfiteatro, verrebbe da domandarsi se si è davvero degni di parteciparvi.