
PISTOIA. Le dita, crescendo, gli si allungheranno e allora, sorvolare sui capotasti della sua sei corde, sarà più facile e anche appassionante. Anche i capelli, molto probabilmente, non saranno più tagliati a bravo scolaro, così come la chitarra che imbraccia, costruitagli dal padre con un pezzo di mogano (il braccio) e una lattina di olio (la cassa acustica), sarà un’altra: ma questa, quella di stasera, 13 luglio 2018, non la dimenticherà mai, in nessuno posto e con molta probabilità se la porterà dietro, nelle tournée che gli auguriamo sottoscriva, come immancabile amuleto. Però, il sound, si sente da lontano, così come la grinta, il corpo che segue il ritmo, le labbra che si rapprendono quando si preannuncia l’approssimarsi di un assolo e il pischello, tutto questo, ce l’ha addosso. Certo, la passione si riflette, ma il padre, che lo segue con meticolosa attenzione, dice che anche a lui, piace il blues, ma non come al figlio. Il sangue, blues, del resto, non mente e allora, appuntiamoci questo nome: Enea, e questo cognome, Barzaghi (la foto, scattata con il telefonino, è del batterista Raffaele Marseglia); se ne sentirà parlare.
Lo scriviamo senza timore di esagerare, nonostante il guitarman abbia solo otto anni, ma quando la musica si fa dura, i duri iniziano a suonare e visto che lo scolaro si cimenta con i brani di Buddy Guy, sappiamo di non correre rischi, se diciamo a voce alta che ha del talento: il calore di chi gli sta intorno (papà, mamma e fratello più piccolo, che lo hanno accompagnato dalla provincia di Milano, dove abita, fino a Pistoia, per abituarlo alle trasferte) lo farà diventare un uomo e lo trasformerà, a patto che non smetta di studiare un solo attimo, un grande chitarrista. Lo abbiamo visto esibirsi poco fa, sul Globo, nel centro di Pistoia: suonava con una band di adolescenti, tutti appartenenti alle clinics, piacevolissimo effetto collaterale di questo Festival Blues: anche le due vocalist, una chitarra e la batteria, meritano la medesima attenzione che stiamo riservando a Enea, acusticamente accompagnati e diretti da alcuni dei loro docenti, come Chechi Andrei alle tastiere, Daniele Nesi al basso e Claide Magrini alla batteria che stanno dividendo e condividendo con loro il palco per questa session pomeridiana in attesa dall’inizio ufficiale delle 39esima volta del Festival Blues, stasera, con il concerto di James Blunt. Chi non crede a quanto stiamo scrivendo, può facilmente constatarlo personalmente, perché Enea Barzaghi suonerà anche al piccolo Teatro Bolognini, il Tito’s del terzo millennio. Lo scriviamo senza timore di venir contraddetti perché di scommesse, pattuite sul talento degli altri, da quando scriviamo di musica, ne abbiamo vinte tante.
