PISTOIA. Disquisizioni umorali non siamo in grado di fornirvene solo perché non c’eravamo; altrimenti, ci saremmo concentrati sugli sguardi di Giuseppe Gherpelli e Alessandro Tommasi (quelli di Saverio Barsanti, direttore artistico e Luca Iozzelli, presidente della Fondazione Caript li sappiamo a mente), le due grandi novità, rispettivamente neo Presidente dell’Atp, dopo il lustro di Rodolfo Sacchettini e neo Sindaco della città di Pistoia, dopo l'avvento a Samuele Bertinelli, della conferenza stampa di presentazione della prossima stagione teatrale del Manzoni/Bolognini. Non vogliamo irridere il cartellone – ci mancherebbe altro -, ma degli spettacoli si sapeva già tutto da qualche settimana, visto e considerato che lo stesso vertice aziendale aveva anticipatamente diffuso (rispetto alla conferenza stampa) il depliant degli appuntamenti che si succederanno, tra gli albori autunnali e la primavera inoltrata del prossimo anno, nei due immobili culturali della città.

La terza novità, non di poco conto, è rappresentata dal logo/simbolo della stagione disegnato da Luca Caimmi, che ritrae un viandante (dell’800, visto il cappello) che si avvia, di notte, verso il Teatro Manzoni illuminato di luce propria più che da riflettori, un riassunto grafico meno esposto a fraintendimenti di quanto non lo fosse e lo sia stato quello della passata stagione, con una massaia nuda con una coppia di pane proprio all’altezza della vagina. Come è successo per la presentazione delle rispettive stagioni del Metastasio di Prato e la Pergola di Firenze, anche in questa circostanza ci teniamo lontani, lontanissimi, da esprimere impressioni aprioristiche su quello che avremo la fortuna di vedere dalla nostra privilegiatissima postazione: saremo il più possibile presenti e ogni volta non ci sottrarremo da essere censori lucidi, onesti, puntuali e soprattutto liberi da qualsiasi orpello. Il programma prevede qualche prima nazionale e regionale, alle quali si sommeranno esclusive per la Toscana e spettacoli di Produzione propria e altre di Teatri Stabili nazionali. Ci sarà qualche gradito ritorno (Monica Guerritore e la squadra di Roberto Valerio – Sperlì, Grigò: i cognomi accentati hanno il loro fascino) e alcune rassicuranti conferme (Tiezzi e Palminiello). Prima di darvi appuntamento con le recensioni che verranno, crediamo sia doveroso fare una considerazione a voce alta e che riguarda la fortuna, sfacciata, che tocca il mondo della critica teatrale per quei recensori che hanno la fortuna di vivere nella cosiddetta area metropolitana Firenze-Prato-Pistoia. Bene, lungo la bisettrice di questi trenta chilometri scarsi, a cavallo di ogni anno, tra ottobre e maggio, possiamo godere, e con noi il pubblico pagante, di spettacoli offerti da ben dieci teatri. Siamo onesti: senza scomodare il terzo mondo, così tanto di moda, tra buonisti, cattivisti e demagoghi di ogni ordine e età, questo angolo della Toscana ci sommerge, puntualmente, di tanta grazia artistica che noi residenti non possiamo nemmeno immaginare.

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