PISTOIA. Di siderale, i giovedì alla libreria Lo Spazio, in via dell’Ospizio, a Pistoia, hanno ben poco. Anzi, nulla. Ma le denominazioni a origine controllata, spesso, segnano la sorte delle iniziative, delle imprese, delle idee, dei film, dei libri, dei dischi, nel bene e nel male. Prendete il logo di Pistoia capitale della cultura: non buca il video, la fantasia, la memoria, l’immaginazione, il desiderio, nulla. Infatti. Siamo partiti da troppo lontano, così lontano che non ricordiamo di cosa vi si volesse scrivere. Ah, già, i giovedì siderali alla libreria di Mauro, che stasera ha battezzato un connubio artistico particolarmente apprezzato: la musica dei Werner e la poesia di Lucia Mazzoncini, che indossava un rumorosissimo e fragile abito della collezione di Elisa Gavazzi, per calarsi, nell’occasione, nei panni dell’amica risanata, anzi, da risanare, di Sentieri nel ghiaccio, di Werner Herzog, fonte ispiratrice, quest’ultimo, tanto della performance spaziale, che della musica e le voci di Alessia Castellano al violoncello e Stefano Venturini della chitarra.

Fino a qui, tutto facile. Parlarne, invece, ci disequilibra un po’, perché avvertiamo la gioia e il fastidio di suggerire e condividere le nostre emozioni con chi, probabilmente, ne ha ricevute e lette altre, anche lontane dalle nostre, diverse, forse addirittura opposte. Certi incontri, invece, dovrebbero essere seguiti da lunghissime cortine di silenzio, o da dibattiti, seri, non morettiani, sul valore della parola, del suono, della vicinanza e del calore. Perché è quello che succede, puntualmente, alla libreria di Mauro, al di là del seguito degli artefici di turno dei giovedì siderali; nessuno, tra gli spettatori, ci capita per caso, così come del resto succede con la clientela ordinaria. È un paese, la libreria di Mauro in via dell’Ospizio, dove si conoscono tutti e dove tutti, in qualche modo, si vogliono bene. Perché prima di una giornata in vista dura da affrontare o dopo averne passata una memorabile, da lì, ci si passa volentieri; è un sito dove c’è sempre una spina di corrente libera per inserire il carica batterie o un posto dove le pile, usate e consumate tutto il giorno, possono tranquillamente non servire più. Il giovedì poi, sulla falsa scia degli apericena, gli incontri con la stravaganza, l’incomprensione, la dolcezza delle decrescite, la sala da the si trasforma in una pizzicheria dove il rosso (Chianti o Bolgheri? Bolgheri, tutta la vita) si coniuga con delle sfiziosissime leccornie preparate con cura dall’estro del titolare, affiancato, recentemente, dal rigore giunonico di una delle nuove socie della libreria che verrà, Rebecca Scorcelletti. Si è scritto abbastanza, dell’evento; ci si può fermare.

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