di Graziano Uliani

MONTEPULCIANO (SI). Estate di dieci anni fa. Ricevo una telefonata da Chuck Bernardini, firma prestigiosa di un importante studio di avvocati di Chicago e rappresentante pro-bono, cioè gratis, del Porretta Soul Festival. “Christie Hefner, figlia di Hugh Hefner, fondatore di Playboy, e suo marito, William Marovitz, avvocato e immobiliarista, sono in vacanza in Toscana. Hanno affittato la casa dove hanno girato il film Under the Tuscan sun (Sotto il sole di Toscana). Sono con alcuni amici e vorrebbero invitarti a cena con qualche star italiana. Pensa a qualcuno”.  Penso a Zucchero. Lo chiamo e si mostra ben disponibile. Chuck mi prega di cercare un ristorante all’altezza della situazione. Per non sbagliare consulto la guida Michelin e faccio un sopraluogo dopo aver individuato il ristorante giusto a Montepulciano. E’ a poca distanza dalla loro residenza.

Ribadisce che, essendo noi ospiti, devo fare una scelta accurata. Poi mi fornisce il numero di telefono di Christie Hefner e la chiamo per definire la data. Aspetto Zucchero e la sua compagna all’uscita dell’autostrada a Valdichiana e insieme alla mia compagna andiamo a Montichiello, nelle colline senesi. La casa è rustica, ma suggestiva. Christie e il marito ci accolgono calorosamente. Ci presentano due coppie di amici. Facciamo un po’ di salotto, bevendo un bicchiere di Chianti. Vogliono sapere da Zucchero come ha conosciuto Pavarotti,  Bocelli, Sting e molti altri big della musica internazionale; poi ci avviamo verso il ristorante. Salgono su un van. Noi li seguiamo. Rischiano, a causa della scarsa dimestichezza con il cambio manuale, di finire in una scarpata, ma arrivano indenni al ristorante. Christie ci sistema al tavolo secondo un suo schema. Lei capotavola, io alla sua sinistra; il marito di fronte a lei, con Zucchero alla sua sinistra e gli altri come vogliono. La cena è eccellente, cibo e vini di qualità. La compagnia piacevole. Al termine, Christie chiede il conto e il cameriere glielo porta, ma lei lo invita a darlo al marito che siede di fronte. William Marovitz inforca gli occhiali e indugia per un tempo incredibile sul foglietto quasi a voler verificare i prezzi delle portate. Per alleggerire la tensione, Zucchero, che sta di fianco a lui, accenna a una battuta:  “Would we split the bill (vuoi che dividiamo il conto)”? “Why not (perché no)”! – risponde. Io mi sento morire. Ma come? Avete insistito per avere la star a cena, ci siamo sobbarcati 280 chilometri di andata e altrettanti di ritorno e ci fai pagare il conto? Li salutiamo, immortalando la serata in una foto di gruppo e prima di riprendere l’autostrada ci fermiamo ad un circolo Arci ancora aperto a bere qualcosa e a commentare l’incredibile epilogo della serata. Qualche mese dopo il governo degli Stati Uniti farà pagare l’avarizia a William Marovitz. La Sec (Securities and Exchange Commission), infatti, lo condanna per Inside Trading, per aver sfruttato le informazioni riservate carpite alla moglie per comprare e vendere titoli delle società legate al colosso Playboy nonostante lei e la legge lo vietassero. Si separeranno nel 2013.

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