
CAMPI BISENZIO (FI). Tra il pubblico, moderatamente numeroso, nemmeno uno dei virtuali destinatari delle attenzioni e accuse lanciate dalle relatrici: molte donne, come al solito, quando non si parla di calcio, molte delle quali, non più giovanissime, accompagnate dai loro mariti, dai loro sposi, perché compagni, parecchi anni fa, lo si era soltanto stringendo il pugno, non quando si parlava del consorte. Ma di ventenni stratatuati e con le bollicine nella testa, quelle che ti mandano in corto circuito il sistema nervoso e ti fanno fare cose inverosimili, o mariti trentenni possessivi, che tradiscono puntualmente, ma guai a ricambiarli con la stessa moneta o comunque quei maschi stupidi, dall’eiaculazione in poi, che non sono mai diventati uomini e mai lo diventeranno, ieri sera, al Circolo Rinascita di Campi Bisenzio, alle propaggini di Firenze, nemmeno l’ombra. Sfido: si parlava di violenza e stalking, on line, off line, consumate e ventilate e quando si affrontano queste problematiche, i violenti per antonomasia, per frustrazione, di riflesso, per impotenza, si defilano, preferiscono non sentire, stare altrove.
L’avvocato Barbara Gualtieri, Presidente MdC, relatrice e moderatrice della serata, forse se ne sarà pure accorta che quel dibattito, che non c’è stato, non avrebbe avuto alcun senso a essere imbastito. Perché il tempo delle parole, delle denunce, dei protocolli, dei percorsi, delle attese, della paura, è terminato: occorre iniziare a dare risposte, concrete. E a nulla, se non ad accrescere il tempo degli interventi – iniziati con un’ora di ritardo causa un incidente stradale che ha creato disagi sull’autostrada e fatto tardare i relatori provenienti da Roma - e la sorniona preoccupazione per una situazione, quella delle donne, che si fa, di giorno in giorno, drammatica, sono serviti i discorsi delle altre relatrici: la vulcanica Roberta Bruzzone, criminologa, puntualmente in qualche salotto del piccolo schermo; Alessandra Monasta, abile perito fonico utilizzata nella decodificazione delle conversazione telefoniche tra mafiosi e quello dell’avvocato Francesco Luongo, Presidente nazionale di MdC. Sulla scia dei dati, semplicemente agghiaccianti (il 21% della popolazione femminile italiana ha subito violenze), esposti, in apertura, da Barbara Gualtieri, si sono sviluppati gli altri interventi, tutti documentabili e documentati, tutti rigorosamente attendibili. Le violenze maggiori, più crude e che difficilmente trovano uno sbocco giudiziario, si consumano in casa, tra le mura domestiche, nel giro parentale, tra quello dei conoscenti. Certo, l’eco di Rimini e della violenza inaudita imposta, pochi giorni fa, alla giovane coppia polacca e alla trans peruviana subito dopo, sembrava fosse la scintilla scatenante per quel dibattito. E invece, al Circolo Rinascita di Campi Bisenzio, addobbata da gigantografie raffiguranti Berlinguer, Pertini, Falcone e Borsellino, l’ordine del giorno della seduta era stato pontificato a maggio, quando nessuno avrebbe potuto immaginare la notte di merda che si sarebbe poi consumata sulla costiera romagnola. Dunque? L’incontro ha sancito qualcosa? ha prodotto una mozione? ha suscitato un’indignazione così profonda tale da suscitare, tra i presenti, un risentimento tale che li ha indotti a costituirsi in gruppi di prevenzione e controllo del territorio? ha suggerito un pentimento? da ieri sera, in Italia, nessun Pm, Giudice, Magistrato, si permetterà più il lusso di sottovalutare le minacce maschili al mondo femminile? da ieri sera le donne offese si sentiranno in diritto di denunciare i loro carnefici sicure di vederli non più in grado di infierire? Assolutamente no. Demagogia preterintenzionale, ma sostanzialmente gratuita. Bisognerebbe resuscitare uno degli uomini immortalati nei poster, quel Don Lorenzo Milani e la sua scuola, che contemplava un solo diktat: studiare! E onvece, nonostante il dibattito, le cose resteranno tristemente nelle stesse attuali tragiche situazioni: i maschi continueranno a dare libero sfogo ai loro istinti e le donne continueranno a difendersi come meglio potranno. Fino alla prossima mattanza, dove innocentisti e colpevolisti si scontreranno sul terreno dell’accoglienza, mercificando la colpevolezza della violenza in relazione al colore della pelle degli aggressori, ma dove tutti, ma proprio tutti, ignoreranno che il cuore della donna offesa non potrà più tornare a battere come prima, anche senza morire.
