
CAPANNORI (LU). Luca Manesini, il Sindaco di Capannori - persona apparentemente gradevole, non dovremmo sbagliarci -, lo sa benissimo che il lavoro, più che festeggiarlo, occorre trovarlo, di questi tempi. Ma al di là di ogni obiezione, più o meno compatibile con la drammaticità occupazionale dei nostri giorni, crede che un momento di memoria collettiva democratica, soprattutto perché gratuita, valga comunque una serata tutti insieme. E allora, chiamando a raccolta personaggi musicali decisamente lontani dai circuiti più inflazionati, ha organizzato, in piazza Aldo Moro, a Capannori, un altro 1° maggio, simile, per struttura e palinsesto, a quello capitolino di piazza San Giovanni, ma di ben altra tensione.
Una festa decisamente più leggera, con meno aspettative morali, artistiche e di sicurezza, poco blindata, animata da uno stuolo di musicostrumentisti che si sono riuniti, per questa e altre occasioni, sotto l’egida di Stazioni lunari, una congregazione d’arte musicale che gravita attorno all’ideatore, Francesco Magnelli, il pianista, compositore, fondatore dei C.S.I. e dei PGR e alla sua consorte, Ginevra Di Marco, voce meravigliosa incastonata in un corpo e un’anima delicatissime. Per questo 1° maggio lucchese, con i coniugi artisti, sul palco c’erano, in ordine disordinato, Nada (che prima di intonare la sua Maremma ha ricordato Fausto Mesolella, compagno di giochi e canzoni negli ultimi 25 anni), Cristina Donà, Niccolò Fabi e tre Csi, Maroccolo, Zamboni e Canali, che si sono esibiti collettivamente in un concerto dal graditissimo sapore senza tempo, dopo una possente ouverture di colore e le introduzioni di rito affidate al primo cittadino, che ha accolto la popolazione spettatrice come si conviene che il padrone di casa faccia con i propri invitati. Giove Pluvio, come sottolineato dall’organizzatore dell’evento - che ha preso la parola dopo che la presentatrice ufficiale, in uno scollato completino di pelle, con tanto di stivali che hanno nascosto a stento un tatuaggio che le si arrampicava lungo il polpaccio, ha snocciolato i nomi dei gruppi che hanno animato la serata precedente, quella del 30 aprile e battezzata Aspettando il 1° maggio – ha fortunatamente graziato l’organizzazione, evitando di bagnare i due concerti; non altrettanto invece ha concesso l’asticella delle temperature, visti i numerosi piumini, sciarpe e cappelli di lana indossati dal pubblico. Il concerto però, con invidiabile e insolita puntualità, alle 18,30, orario fissato dal programma, ha intonato i primi accordi, concedendo l’onore dell’ingresso alla voce di Ginevra Di Marco, che ha poi duettato con tutti gli altri che, in scaletta, hanno proposto le loro canzoni. Una serata gradevolissima, insomma, con l’augurio che il prossimo 1° maggio, il dato occupazionale di Capannori e dintorni nazionali sia meno tetro di quello registrato in questo 2017.
