PORRETTA (BO). La chitarra, salvo impreventivabili ripensamenti, non la rimbraccerà più. Siamo d’accordo con lui: ad una certa età, se non si è indomiti rockettari, è bene ammainare le vele. E poi, quello che ha scritto – e cantato, inconfondibilmente – Francesco Guccini è pietra miliare di tutta la musica d’autore, quella di tutto il mondo: non è secondo a nessuno dei guru statunitensi, anche se è meno fico di loro e questo gli inibisce l’effige sulle fruits. A Porretta infatti, sul limitare delle province di Pistoia e Bologna (la cittadina termale è terra emiliana, comunque), il Comune ha deciso di rendergli omaggio, in vita, per fortuna, organizzando per lui e con lui un’intensa tre giorni, dal Parco Rufus Thomas e in tutto il resto della città, con parole, musica, libri e le solite rivelazioni/confessioni, quelle che il cantautore di Pavana, a due passi da Porretta, ha sempre fatto con estrema avarizia e un pizzico di miscredenza.
Per una causa, tra l’altro, che sta a cuore a molti, sicuramente tutti quelli che almeno ieri hanno letteralmente invaso le strade di Porretta, compreso il Parco del Soul, pieno come se si fosse nuovamente materializzato proprio Rufus: l’incasso di tutte le attività della tre giorni gucciniana sarà devoluto a Emergency, l’ospedale da campo di Kabul e di altri inferni dove infuria la guerra tra ricchi e poveri, rappresentato da Gino Strada, che ieri, durante il simpatico siparietto tra Francesco Guccini e Enzo Iacchetti, si è collegato, in streaming, con Porretta, per salutare e ringraziare le attenzioni appenniniche. Faremmo meglio a rispolverare a chi ne sa troppo poco per essere perdonato quello che Emergency e parecchie altre associazioni umanitarie fanno per i civili che non possono scappare dalle bombe intelligenti. Ci limiteremo a raccontarvi dello spettacolo, salutato con sorrisi e applausi autentici dal nutritissimo pubblico, con una prima fila nella quale spiccava anche il vignettista Sergio Staino, che il beniamino cantautoriale di casa e il simpatico copresentatore (fa coppia fissa con Ezio Greggio) del quotidiano burlesco di Canale 5, Striscia la notizia, hanno allestito nel tardo pomeriggio sul palco del Rufus Thomas. Dopo il collegamento con Gino Strada, la stranissima coppia è salita sul palco: Guccini seduto e il buffone Iacchetti in piedi, accanto, con una chitarra. Il copione prevedeva l’esibizione di almeno un pezzo del nutritissimo repertorio di Guccini e Enzo Iacchetti ha scelto (dopo un breve ma intenso conciliabolo, immaginiamo) La fiera di San Lazzaro (antico mercato dell'omonimo comune bolognese dove si scambiava in merce, senza soldi), che Francesco Guccini, indossando i panni dell’antropologo, ha tradotto (il testo è in strettissimo bolognese) e spiegato. Una cosa leggera, simpatica, parecchio folklorica, specchio fedelissimo di borghi e commerci che non esistono più, un’esibizione, tra l’altro, nella quale entrambi si sono potuti permettere il lusso anche di pronunciare qualche parola coloritamente esplicativa che altrove sarebbe stata coperta da bip cautelativi. E Porretta, come al solito, ha risposto con la ormai leggendaria partecipazione, indossando gli abiti dell’evento e coinvolgendo praticamente tutti per questa sana, doverosa e, culturalmente ineccepibile, iniziativa, con una squadra numerosissima di volontari e la totale adesione dei privati, che si sono attrezzati al meglio per offrire al pubblico dell’evento i tanti lati migliori della cittadina appenninica. Dalle 19,30 in poi, infatti, terminato lo show al Parco del Soul, tutti in strada a deliziarsi con le varie leccornie culinarie offerte lungo la Statale opportunamente chiusa al traffico. Alle 21 poi, nel piazzale transennato del paese, il concerto, quello dei Musici, i Musici di Guccini: lui non suona e canta più, ma gli altri, le sue poesie, continuano a recitarle, per fortuna. E poi, le sanno tutte a memoria!
