
PRATO. Siamo più che certi che il professore compositore pianista Alessandro Galati, il contrabbassista di Enrico Rava, Gabriele Evangelista e il matrix delle batterie, Stefano Tamborrino, artefici del quinto e ultimo lunedì della Sala delle Sculture della Biblioteca Lazzerini, a Prato, non ce ne vorranno se, al posto loro, sulla copertina di questo resoconto affettivo e umorale, ci mettiamo Paolo Ponzecchi, direttore artistico di questa iniziativa che dura da anni – e che tutti si augurano continui -. Sì perché i Concerti della Verdi è veramente una cosa buona e giusta, misurata, calibrata, che spazia in lungo e in largo nell’emisfero strumentale e culturale della Musica, ma che affida ogni interpretazione ai musicisti indigeni, come lo sono i tre mattatori che hanno animato e ravvivato la quinta serata del cartellone.
Il cerchio, non si poteva chiudere che con il jazz, perché da lì, anni fa, è nata l’idea e lì sarebbe dovuta necessariamente tornare all’ovile, dopo aver viaggiato, parecchio e bene, lungo le coordinate delle note. L’onore dell’ouverture è stato affidato a Gianni Zei, che con Chaviano e Beneventi hanno aperto il sipario, gratuito, sulla manifestazione dei concerti agostani, ritenuti necessari e indispensabili per una crescente esigenza musicale estiva e perché in vacanza, per lungo tempo, non va più nessuno. Sala puntualmente piena, infatti, quella delle Sculture della Lazzerini, aiutata e protetta da contingenze astrali che han fatto sì che nessuno degli appuntamenti sia stato messo a repentaglio, ma nemmeno in dubbio, dalla possibilità di rovesci. E’ successo lunedì 1° agosto, con lo swing gitano e le serate stellate, calde, ma mai afose o insopportabili, si sono ripetute, puntuali, lunedì 8 agosto, con l’omaggio a Pino Daniele, sostenuto dall’Appucuntrio, martedì 16, nel segno, indelebile, di Ennio Morricone e poi anche lunedì 22, ricordando Jimi Hendrix e fino a ieri sera, con l’omaggio degli omaggi, al jazz e ai suoi innumerevoli rivoli strumentali, con l’On a sunny day, affidato alla creatività di un altro dei vari geni di casa, Alessandro Galati, che ha presentato alcuni suoi brani infastellandoli con altri standard, rielaborati con cura e dovizia e tanta delicatezza.
