LUCCA. Non chiedetevi perché a Lucca e non altrove. E non crediate che l’associazione Chiaroscuro, organizzatrice dell’evento, voglia approfittare della concomitanza musicale del Summer Festival per esercitare attrattive collaterali. Vasco Rossi non ha mai avuto bisogno di altro, da quando - chissà per quale motivo, sconosciuto ancora a tutti -, la fama decise di incoronarlo come il rocker più prestigioso di questo paese. Sono passati 40 anni e da allora, Vasco Rossi, è solo e semplicemente Vasco; non ce ne sono altri. Al Real Collegio, in piazza del Collegio, a Lucca, fino al prossimo 7 agosto, tutti gli appassionati del rocker di Zocca – anche se del loro idolo, i suoi fans, san già vita, morte e miracoli – potranno osservare in una pregevole sequenza cronologica, i passi fondamentali della stratosferica iperbole artistica di Vasco, da quando, nel 1977, decise di mettersi a suonare per fare la guerra a quei fighetti che ne snobbavano i primi passi strumentali.

 

Da quella frase, riportata all’inizio del percorso della mostra, gli organizzatori hanno inanellato centinaia di foto e immagini storiche e inedite, video, interviste rarità e alcune vere e proprie chicche memorabili, in un percorso cronologico che racconterà tutte le tappe della carriera dell'artista, dagli esordi, dai quali ci separano ormai 39 anni, fino ai concerti allo Stadio Olimpico di Roma del Live KOM 016. La mostra itinerante, del resto, è stata battezzata l’anno scorso, con il suo numero zero a Torino; proseguirà in altre città italiane, come Roma e Modena, ad esempio, ma non è da escludere, anzi, è molto probabile, che i vari Vascofanclub disseminati lungo tutta la penisola chiedano alla direzione della mostra di fare tappa anche dalle loro parti. Dagli inizi, nudi e crudi, che risalgono a trenta chili fa, con i capelli lunghi nonostante la calvizie gli imponesse già particolare attenzione, fino alle ultime edizioni, con un Vasco rasato quasi a zero, ma protetto dall'immancabile cappellino con la visiera e la barba e i baffi pettinati come si addice a delle vere icone. Nel mezzo, tutto quello che è stato Vasco Rossi per la musica autoriale italiana e per la cultura del nostro tempo, con tournée oceaniche seguite da centinaia di migliaia di appassionati che cantano tutti i suoi motivi dal primo all’ultimo.

Ci sono anche le foto degli artisti che ne hanno impreziosito la carriera e l’aspetto squisitamente strumentale: le interviste impossibili dei suoi inizi, nei quali si divertiva parecchio a non far riuscire a far capire all’interlocutore di turno quello che non riusciva a capire nemmeno lui. Nemmeno a Ligabue e Jovanotti, che stanno sugli altri due gradini del podio, è riuscito e riuscirà essere quello che Vasco è stato nell'immaginario collettivo adolescenziale delle generazioni che si sono succedute dalla seconda metà degli anni '70 fino ai nostri giorni.

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