PISTOIA. Come conciliare un corpo di danzatrici acrobatiche con gli intenti artistici di un direttore teatrale? Quelli di AmnioTeatro ci sono riusciti, ad onor del vero, e l’operazione-spettacolo, in scena ieri, domenica 12 giugno, al piccolo teatro Bolognini di Pistoia, al di là del comprensibile fanatismo territoriale aglianese, giunto in massa ad applaudire i suoi numerosi rappresentanti artistici, può dirsi superata. Qualcuno, nella giungla umana che si è avvicendata sul palco, ha anche mostrato qualche numero in più, tra sfacciataggine e disinvoltura ginnica.

 

Anche perché non era semplicissimo sviluppare il concetto creativo: Pietro e Gesualdo, che gli amici, quest’ultimo, chiameranno Gesù tutto il tempo, sono intenti a costruire un semplice garage, che ha però l’aria e le dimensioni di non essere una semplice rimessa, ma un sottocondominio che possa contenere l’intera umanità che voglia almeno provare a liberarsi dall’invidia, dalla collera, dalla rabbia e dalla furbizia. Per farlo avranno bisogno di tutti i cittadini che popolano le sette capitali dei vizi che non ci sono e con sei cambi scena, si rappresenta il percorso. Che gode della struttura impostata da David Spagnesi, il direttore artistico, della regìa di Lisa Bellini, delle musiche, tra Paolo Conte e la reunion degli Steps Ahead, di Marco Licheri e di un sacco di ragazze e ragazzi che riescono pericolosamente a convivere in scena, tra drappi bianchi che cadono a perpendice sul piano e sui quali si arrampicano e volteggiano come scimmie ammaestrate lungo un percorso a volte un po’ faticoso perché vorrebbe strizzare l’occhio a troppi effetti sociali collaterali. Esiste una struttura, però e ci sono, senza ombra di dubbio, delle qualità. Il prodotto finale, a volte, somiglia un po’ troppo ad un saggio scolastico di fine anno, ma il tessuto artistico sul quale insistere è, senza timore di essere contraddetti, fertile, spugnoso, ricettivo, ideale. Si potrebbe iniziare allontanandosi, immediatamente, dal buonismo e dalle leggende e addentrarsi tra le maglie di una società che ha ormai ben poco da essere difesa e ancor meno da lasciare speranze.

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