di Raffaele Ferro

La questione della Capitale della Cultura è un'altra evidente conferma dell'Assurdo spacciato per Razionale. Si parla di meritocrazia, e poi si "premia" anticipatamente una città che è solamente da considerare la città delle occasioni perdute, o la città che ha snobbato e svenduto le sue migliori bandiere culturali (cito il grande Marino Marini: a Pistoia è presente in un piccolo e forse anche triste museino trasformato in spazio per gite di istruzione per ragazzi o bambini, un’alternativa non tanto distante da qualsiasi altro centro giochi o svago per bimbi e maestre).
Per non parlare del Palazzo Fabroni, semichiuso e dimenticato, aperto solo per mostre (almeno anni fa) di grandi nomi internazionali e adesso anch'esso reso spazio multifunzionale per altre specie di gitine e svaghi. Torno ancora a raccontare del grande sconosciuto Andrea Lippi, il quale non ebbe mai spazio consono, degno dei suoi sublimi lavori (se non per essere relegato, coi suoi gessi, in un sottotetto del Liceo artistico, spacciato per "gipsoteca" e non visitabile, come invece fecero credere). Potrei andare avanti e parlare di Nando Melani, immenso intellettuale e vero esempio di Arte (si, c’è la casa-studio, anche quella ridotta, quando va bene, ad altro piccolo parco giochi o svago per scolaresche e maestrine), oppure parlare del fatto che la blasonata Biblioteca San Giorgio ha permesso, promossa da valenti curatori, l'esposizione per mesi di assai discutibili Libretti musicali nelle vetrine espositive (dell'emerita e rispettabile banda Borgognoni nel suo duecentenario).
E poi, a dar forza al mio pensiero, c’è la lapidaria frase di Franco Maresco al cinema Bolognini, circa il "futuro" della cultura (in quel caso di un festival di cinema nostrale), con la sua grande e sottile ironia (che è humor nero, ossia che è filosofia, o l'esatta fotografia della realtà senza filtri goliardici e compagneschi), quando ha detto che questo (il primo anno del festival) sarebbe anche stato l'ultimo, in quanto il Cinema Italiano non esiste più. Ecco che il genio, l'anarchico dell'Arte, rivela il vero (e forse perché come Pasolini nei Salotti delle Lobby non c'era spesso, ma conosceva bene chi ci andava) tramite l'humor, dando una previsione sbagliata (ma sentita). Insomma: sareste contenti di ricevere un premio perché non siete mai stati capaci di combinare niente di serio (a parte il grande Festival Blues e i grandi nomi della storia della musica che ha donato al pubblico)? Ah già. C’è il milione da spartire, tra Figli di e Amici di. E questo fa piacere a molti. Soprattutto sapere che (come una specie di mega gratta e vinci) Pistoia (fin ora famosa per i Vivai e per l'asilo degli orrori) divent(erà) Capitale della Cultura.
