di Virginia Longo

LUCCA. Piazza Napoleone a Lucca è uno di quei luoghi dell’anima che difficilmente si dimenticano, un po’ come piazza Castello a Ferrara, i giardini dei Boboli di Firenze e corso Vannucci a Perugia durante l’Umbria Jazz. Per chi ama appassionatamente il connubio musica ed estate, il Lucca Summer Festival rappresenta uno di quegli appuntamenti imperdibili, che riscaldano il cuore e fanno sudare allegramente magliette e vestitini. Ieri sera, 20 luglio, piazza Napoleone ha accolto sotto le stelle i Simply Red, che solo per la loro data lucchese si sono fatti accompagnare da una cantante eccezionale come Anastacia. Reduci da una lunga tournée in cui hanno presentato la loro ultima fatica, Big Love, hanno sfruttato l’occasione per rispolverare i loro evergreen. D’altronde festeggiano ben trent’anni di carriera. Ad Anastacia è toccato il compito di scaldare la piazza, gremita già dalle sette di sera, mentre le vie del borgo si animavano tra i vari wine bar e gelaterie. Ma gli affezionati fan di Anastacia e di Mick Hucknall e soci erano attaccati alle transenne o intenti a prendere posto nelle poltrone.

Poi, alle 21 in punto, è arrivata lei, la cantautrice, produttrice e filantropa 48enne di Chicago: jeans, capello biondo fluente e giubbino di pelle. Ha esordito con Army of me, ma il boato tra il pubblico si è sentito con la famosissima Sick and Tired, secondo singolo dall’eponimo album Anastacia. Un’ora di carica sprock, come era solita definire la sua musica nel 2005, una fusione di soul, pop e rock. Scherza spesso col pubblico e si prende in giro sul fatto che senza occhiali non la riconosce mai nessuno. Trovano posto in scaletta anche i brani che l’hanno catapultata nell’empireo dei cantanti americani più celebri, come I’m outta love, Left outside alone e Not that kind of girl. Tra una canzone dance e una più pop rock, inserisce due ballad particolarmente intime come Everything burns e You’ll never be alone, quest’ultima introdotta come un inno alla pace contro la violenza e il terrorismo di questi giorni. Dopo la coinvolgente stilista americana, che conclude con One day in your life prima di dare l’arrivederci a Lucca, un esercito di tuttofare hanno smontato il palco e riarredato la scenografia per accogliere lui, Mick Hucknall, un pochino imbolsito dagli anni e dalla capigliatura riccia meno selvaggia degli esordi e il suo inscindibile gruppo. Ma appena ha aperto bocca per salutare il pubblico – in italiano corretto – son bastati i primi due accordi di chitarra e l’intro di Holding Back the years per ritornare automaticamente al 1986. La voce è potente e cristallina, esattamente come allora, quando era il rossiccio ragazzo di belle speranze dei sobborghi di Manchester. Non ha aperto il concerto con i suoi pezzi più dance. Ha preferito eseguire in sequenza alcune ballate romantiche, ovvero You make me feel brand new, Never never love e Say you love me. La summa dell’amore, per celebrare trent’anni di blue eyed soul, un genere che ha fatto scuola tra le nuove generazioni di musicisti, ma che difficilmente ha raggiunto i vertici della raffinatezza pop di Mick. Della band originaria è rimasto solo il sassofonista, Ian Kirkham, come ricorda il frontman. Sono tanti i momenti in cui Mick lascia cantare i novemila spettatori di piazza Napoleone, quando intona Stars, Fake e Sunrise. Balla e si scatena quando parte Fairgroud, successo del 1995; a dispetto dei suoi 56 anni compiuti, ha l’entusiasmo di un ragazzino. Un’ora e mezzo di energia e romanticismo, che culmina nell’encore, quando Mick e compagni rientrano per eseguire Something’s got me started e la famosissima cover di If you don’t know me by now, che ha rapito i cuori di tutti gli spettatori che si sono uniti a Mick all’unisono per cantare uno dei successi principali dei Simply Red. Il gruppo vanta un’orda di fan che oggi hanno tra i 30 e i 60 anni. Sì, perché la musica dei Simply Red ha riunito le generazioni più disparate e soprattutto gli animi più romantici, dal ragazzino nerd degli anni '90 che chiedeva di ballare alla ragazzina del suoi sogni sulle note di Every time we say goodbye, fino alle adolescenti che hanno dedicato in radio Say you love me al loro fidanzatino del liceo allo scoccare del nuovo millennio. Difficilmente si è avvertita un’energia come quella di ieri. Anastacia e i Simply Red hanno lasciato negli animi dei loro fan un ricordo molto prezioso, tutto racchiuso in quei metri di piazza Napoleone e di via Roma. È magica Lucca di notte, l’odore dei pini e le stelle arricchiscono una serata che rimarrà impressa per sempre nella mente degli spettatori di questa data del tour di Mick Hucknall e soci accompagnati da Anastacia. Solo chi era al doppio concerto può capire l’insieme di emozioni. E ne è valsa la pena prendere un treno da Bologna, stare in piedi quattro ore, stipati nella folla, per poi spendere un’altra ora e mezza per tornare in Emilia a un orario indegno.
