MONTECATINI (PT). Incombono le clinics, sulla nuova edizione del Pistoia Blues e quest’anno, il mentore, si chiama Muddy Waters. Tutti i bluesman della città, ma non solo, si stanno preparando a raccontare, soprattutto ai più giovani, cosa sia stato, per la musica in generale, ma soprattutto per il Blues (la maiuscola è d’obbligo) e per la beat rock generation, McKinley Morganfield, ribattezzato, dalla nonna, sin dalla più tenera età, acque fangose, Muddy Waters, appunto, per il suo vizio di divertirsi a giocare nelle pozzanghere. Ieri sera, 10 giugno, alle Maschere di Montecatini alto, nonostante il tributo ad uno dei musicisti più influenti del XX secolo sia stato uno soltanto e dedicato (giustamente), da Nick Becattini a Rebecca Scorcelletti, la band sul palco del locale ha sfoderato un bel ripasso dell'indimenticabile e indimenticata lezione.
Con Enrico Cecconi alla batteria e Daniele Nesi al basso, i due più giovani strumentisti della band che hanno perfettamente interpretato il sapore agrodolce del revival, offerto, con dovizia di chicche e suggestioni, dagli altri vecchi: Nick Becattini alla chitarra e alla voce, come Dario Lombardo, del resto, oltre ad Andrea Scaglierini e Giancarlo Crea alle armoniche e alla voce. Vecchi perché di loro se ne iniziò a parlare, dopo averli applauditi e appuntati sulle recensioni musicali più illustri da tramandare ai posteri, oltre trent’anni fa, quando sulla piazza musicale apparve la Model T. Boogie. Al sud spopolava Pino Daniele, Napoli Centrale e tutta la scuola partenopea; al centro, Roma in particolare, il blues era rappresentato dalle band di Alex Britti e Roberto Ciotti soprattutto, che si davano appuntamento al Big Mama, a Trastevere, per iniziare a divulgare il verbo. Al nord, il blues, oltre a Mimmo Mollica, Tolo Marton e a pochi altri, si materializzava con la Model T. Boogie e ieri, buona parte di loro, era alle Maschere, per deliziare i presenti e gli altri turisti intenti a sorseggiare alcolici che si godevano, nella suggestiva piazzetta del ridente promontorio valdinievolino, l’afa della serata. Un viaggio a ritroso graditissimo, quella offerto dai musicisti, che hanno ancora una volta confermato, ribadito e ricordato la bellezza, inimitabile, del blues, i suoi tempi scanditi nell'etere, la fatale attrazione che allora, oggi e domani, continuerà ad esercitare sul popolo degli ascoltatori. Sei professori a convivio che si sono elegantemente scambiati auguri e complimenti dando, con straordinaria leggerezza, il poderoso contributo alla causa musicale.
